Scritto tra il 26 ottobre del 1977 e il 15 settembre del 1979, perlopiù a Parigi, ma anche a Urt, nella casa dei Pirenei, o durante i viaggi in Tunisia e in Marocco, Journal de deuil è composto da trecentotrenta schede che, nonostante il carattere frammentario e non strutturato, formano un insieme omogeneo e perfettamente identificabile all' interno dell' enorme schedario - quasi tredicimila schede - lasciato da Barthes alla sua morte, avvenuta il 26 marzo 1980. Per tutta la vita, l' intellettuale francese ha sempre lavorato in questo modo, annotando di tutto su piccoli foglietti sparsi, a partire dai quali poi redigeva i suoi libri. Nelle pagine di questo inedito diario si susseguono così annotazioni rapide e concise, immagini fugaci e abbozzi di riflessioni, che a poco a poco, oltre a ricostruire la relazione con la madre, scandagliano la geografia del dolore e del lutto, la «regione atroce» della morte la cui percezione cambia via via che l' evento traumatico si allontana: «C' è un tempo - scrive l' autore del diario - in cui la morte è un avvenimento, un' avventura, che in quanto tale mobilita, interessa, tende, attiva, paralizza. E poi un giorno, essa non è più un avvenimento, è un' altra durata, compressa, insignificante, non narrata, tetra, senza ricorso: vero lutto non suscettibile di alcuna dialettica narrativa». Di fronte alla tragedia della morte, a Barthes non sembra possibile alcuna evoluzione, alcuna dinamica, motivo per cui rifiuta il discorso consolatorio degli amici e le convenzioni sociali del lutto. «No, il lutto (la depressione) è altra cosa dalla malattia. Da cosa si vorrebbe che io guarissi? Per trovare quale condizione, quale vita?», si domanda senza illusioni, dato che la scomparsa della madre ha trasformato radicalmente la sua percezione dell' esistenza: «I desideri che avevo prima della sua morte (durante la sua malattia) ora non possono più realizzarsi, perché ciò significherebbe che proprio la sua morte consente di realizzarli, che la sua morte potrebbe essere liberatrice rispetto ai miei desideri. Ma la morte mi ha cambiato, non desidero più ciò che desideravo. Occorre aspettare - ammesso che poi ciò si produca - che prenda forma un nuovo desiderio, un desiderio del dopo la sua morte.» Con gli amici, l' autore del Grado zero della scrittura mostra un perfetto autocontrollo, nasconde il dolore, si sforza di conversare e d' interessarsi alla vita e al lavoro. Ma poi, nella solitudine del suo appartamento, dove ormai non c' è più ad attenderlo la madre con cui ha sempre vissuto, si lascia andare al pianto e alla disperazione, travolto dalla «presenza dell' assenza» e dal carattere «discontinuo» e imprevedibile del lutto. Proprio l' alternanza delle emozioni e degli stati d' animo, il bisogno di solitudine e l' incapacità di aderire ai codici tradizionali del dolore connotano il suo stato d' animo. Il suo è un lutto «caotico» ed «erratico» che «resiste all' idea corrente - e psicanalitica - di un lutto sottomesso al tempo, che si dialettizza, si logora e si accomoda». Per Barthes, il tempo non placa il dolore, «non fa passare nulla, fa solo passare l' emotività del lutto». Per questo, alla parola «lutto» sostituisce progressivamente termini come «dolore», «dispiacere» o «sofferenza», che gli sembrano più concreti, anche se più «egoisti». Nel Journal de deuil - che arriverà nelle librerie francesi insieme a un altro inedito di Barthes: Carnets du voyage en Chine (Edizioni Christian Bourgois), testimonianza del viaggio in Cina del 1974, in compagnia di Philippe Sollers e Julia Kristeva - la sola ancora a cui aggrapparsi sembra esser la scrittura. Nell' oceano di dolore dominato dall' apatia, dallo smarrimento e dalla noia, la scrittura si propone come «rifugio, salvezza, progetto, breve amore, gioia.» L' autore dell' Impero dei segni vi si accosta secondo un movimento quasi ineluttabile, lo stesso che spinge «una devota sincera verso il suo Dio». Anche se poi è attraversato dai dubbi e dalla paura di tradire il ricordo della madre: «Non voglio parlarne per paura di fare della letteratura - o senza essere sicuro che non lo sarà - anche se poi, nei fatti, la letteratura nasce proprio da queste verità.» Così, quando finalmente si rimette al lavoro, sa che sta per «integrare il dolore a una scrittura», dato che scrivere è l' unico modo per combattere «la lacerazione dell' oblio che si annuncia assoluto». Da questo forma particolare di elaborazione del lutto nascerà La camera chiara, un saggio sulla fotografia che in realtà diventa un omaggio alla madre e un «racconto di resurrezione», come scrive il Magazine Littéraire nel suo ultimo numero, in gran parte dedicato proprio a Barthes. Journal du deuil è un testo commovente e ricco di riflessioni, che naviga a vista tra autobiografia e autoanalisi critica, tra singolare e sociale, tra fedeltà al passato e bisogno di emanciparsene. Come scrive Nathalie Léger nell' introduzione, «non è un libro concluso dall' autore, ma l' ipotesi di un libro da lui desiderato, che contribuisce all' elaborazione della sua opera e che, di conseguenza, la illumina».
domenica 6 dicembre 2009
quasi tredicimila schede
Scritto tra il 26 ottobre del 1977 e il 15 settembre del 1979, perlopiù a Parigi, ma anche a Urt, nella casa dei Pirenei, o durante i viaggi in Tunisia e in Marocco, Journal de deuil è composto da trecentotrenta schede che, nonostante il carattere frammentario e non strutturato, formano un insieme omogeneo e perfettamente identificabile all' interno dell' enorme schedario - quasi tredicimila schede - lasciato da Barthes alla sua morte, avvenuta il 26 marzo 1980. Per tutta la vita, l' intellettuale francese ha sempre lavorato in questo modo, annotando di tutto su piccoli foglietti sparsi, a partire dai quali poi redigeva i suoi libri. Nelle pagine di questo inedito diario si susseguono così annotazioni rapide e concise, immagini fugaci e abbozzi di riflessioni, che a poco a poco, oltre a ricostruire la relazione con la madre, scandagliano la geografia del dolore e del lutto, la «regione atroce» della morte la cui percezione cambia via via che l' evento traumatico si allontana: «C' è un tempo - scrive l' autore del diario - in cui la morte è un avvenimento, un' avventura, che in quanto tale mobilita, interessa, tende, attiva, paralizza. E poi un giorno, essa non è più un avvenimento, è un' altra durata, compressa, insignificante, non narrata, tetra, senza ricorso: vero lutto non suscettibile di alcuna dialettica narrativa». Di fronte alla tragedia della morte, a Barthes non sembra possibile alcuna evoluzione, alcuna dinamica, motivo per cui rifiuta il discorso consolatorio degli amici e le convenzioni sociali del lutto. «No, il lutto (la depressione) è altra cosa dalla malattia. Da cosa si vorrebbe che io guarissi? Per trovare quale condizione, quale vita?», si domanda senza illusioni, dato che la scomparsa della madre ha trasformato radicalmente la sua percezione dell' esistenza: «I desideri che avevo prima della sua morte (durante la sua malattia) ora non possono più realizzarsi, perché ciò significherebbe che proprio la sua morte consente di realizzarli, che la sua morte potrebbe essere liberatrice rispetto ai miei desideri. Ma la morte mi ha cambiato, non desidero più ciò che desideravo. Occorre aspettare - ammesso che poi ciò si produca - che prenda forma un nuovo desiderio, un desiderio del dopo la sua morte.» Con gli amici, l' autore del Grado zero della scrittura mostra un perfetto autocontrollo, nasconde il dolore, si sforza di conversare e d' interessarsi alla vita e al lavoro. Ma poi, nella solitudine del suo appartamento, dove ormai non c' è più ad attenderlo la madre con cui ha sempre vissuto, si lascia andare al pianto e alla disperazione, travolto dalla «presenza dell' assenza» e dal carattere «discontinuo» e imprevedibile del lutto. Proprio l' alternanza delle emozioni e degli stati d' animo, il bisogno di solitudine e l' incapacità di aderire ai codici tradizionali del dolore connotano il suo stato d' animo. Il suo è un lutto «caotico» ed «erratico» che «resiste all' idea corrente - e psicanalitica - di un lutto sottomesso al tempo, che si dialettizza, si logora e si accomoda». Per Barthes, il tempo non placa il dolore, «non fa passare nulla, fa solo passare l' emotività del lutto». Per questo, alla parola «lutto» sostituisce progressivamente termini come «dolore», «dispiacere» o «sofferenza», che gli sembrano più concreti, anche se più «egoisti». Nel Journal de deuil - che arriverà nelle librerie francesi insieme a un altro inedito di Barthes: Carnets du voyage en Chine (Edizioni Christian Bourgois), testimonianza del viaggio in Cina del 1974, in compagnia di Philippe Sollers e Julia Kristeva - la sola ancora a cui aggrapparsi sembra esser la scrittura. Nell' oceano di dolore dominato dall' apatia, dallo smarrimento e dalla noia, la scrittura si propone come «rifugio, salvezza, progetto, breve amore, gioia.» L' autore dell' Impero dei segni vi si accosta secondo un movimento quasi ineluttabile, lo stesso che spinge «una devota sincera verso il suo Dio». Anche se poi è attraversato dai dubbi e dalla paura di tradire il ricordo della madre: «Non voglio parlarne per paura di fare della letteratura - o senza essere sicuro che non lo sarà - anche se poi, nei fatti, la letteratura nasce proprio da queste verità.» Così, quando finalmente si rimette al lavoro, sa che sta per «integrare il dolore a una scrittura», dato che scrivere è l' unico modo per combattere «la lacerazione dell' oblio che si annuncia assoluto». Da questo forma particolare di elaborazione del lutto nascerà La camera chiara, un saggio sulla fotografia che in realtà diventa un omaggio alla madre e un «racconto di resurrezione», come scrive il Magazine Littéraire nel suo ultimo numero, in gran parte dedicato proprio a Barthes. Journal du deuil è un testo commovente e ricco di riflessioni, che naviga a vista tra autobiografia e autoanalisi critica, tra singolare e sociale, tra fedeltà al passato e bisogno di emanciparsene. Come scrive Nathalie Léger nell' introduzione, «non è un libro concluso dall' autore, ma l' ipotesi di un libro da lui desiderato, che contribuisce all' elaborazione della sua opera e che, di conseguenza, la illumina».
domenica 22 novembre 2009
Antologia di scritti 19** / 20**
Antologia di scritti 19** / 20**
- Requiem per una comunicazione mediata dalla macchina
- Se l'arte è lunga
- I TAG dell'html sono enunciati performativi?
- dal Visivo al Visuale - di Marcello Walter Bruno
- Pioggia a via Frattina
- 1991. L'etichetta
- Comunicazione sui media digitali: più economica, più efficace.
- Il cretino matricolato
- Grimaldelli per l'Università
- Senatori sciocchi e scienze dure
- Nella telematica si deve pensare, sempre.
- CONVIDEO/LINGUAGGIO
- CONVIDEO/POESIA
- CONVIDEO/WEB
- PAROLA / LOOSE TV
- editor
http://inondare.blogspot.com/2007_12_01_archive.html
http://elleboro.blogspot.com/
http://uniet.blogspot.com/2007/12/ning-popular-networks.html
segue - community
http://childmolesters07.blogspot.com/
domenica 4 ottobre 2009
NO COMMENT...
Ma che cosa è successo al NOSTRO "MONDOAILATI"......
Non esiste più nulla, apparte link utili e diritti e doveri....
Non so per quale motivo...ma credo sia stata una benemerita stronzata creare un nuovo sito per COMUNICAZIONE E DAMS, svuotando il nostro mondoailati....
VISTO CHE FSCC ANCORA ESISTE....DA LUNEDI' INIZIERA' IL 3 ANNO DI FSCC E ALLORA PERCHE' DIAMINE CREARE STO SCHIFO....Se mi occorre conoscere l e-mail di un mio prof. come faccio se il link nel sito non esiste più?????
SONO VERAMENTE DELUSA.......e proprio vero ci hanno messo come ultima ruota del carro....ma BIP BIP....
martedì 29 settembre 2009
Scrivere
Mani, cervello e democrazia
http://emmacastelnuovo.ning.com/profiles/blogs/lofficina-matematica
giovedì 24 settembre 2009
C'è un generale che stabilisce i blocchi stradali
| Per l'armonia della vostra figura, Italia, è caduta la neve sul mondo imbiancando le vergogne del tempo. Avevo bisogno di emozioni (candelotti di Frosinone per le fumate) per rinnovare l'intera società: è ancora una volta la tattica del principe al lume di candela. Guarda la realtà: parlano le pareti. L'amico minacciato di morte, morte di antica tradizione, cita a giudizio la storia di Roma interrogando San Pietro. Sono gli uomini che piantano, per desiderio di potere, la dubbia presenza dell'individuo. Nessuna previsione è possibile. Circolava un tempo la poesia, senza parole, per le vie della morte. Einaudi da Petrarca a Tobino sgozza la moglie e si ammazza è anche la moglie dell'assassino la tinta brillante del fusto è il falso allarme sulle condizioni è un giro vizioso e cretino. E' oggi il tempo della donna senza voli e senza pugni. I maschi sepolti vivi consentiranno il viaggio ai bambini. Ho fatto uccidere la giovane moglie del procuratore del re: mi assolverete con molte grazie. Per l'armonia della vostra figura Italia, mia patria assassinata, gozzerò tutte le donne del mondo in un grande campo di grano. | |
| Per la nostra educazione umana per il drammatico scontro dei pensieri per il minacciato valore individuale per la politica degli apparati falliti per il solo coltello nascosto nel bosco per il senso morale dello spirito bloccato, la fortunata corsa musicale del territorio eluderà le truppe di pace e di guerra. È la minaccia che incombe su Roma accanto al corpo del padre morto: che si riapra il sipario sopra la madre e ne denudi le prostitute fattezze. Lunga attesa e calunnie non molleranno La purezza då voti perduti domenica Nella stanza dove l'uomo giaceva, Sono i ladri degli uffici postali C'è un generale che stabilisce i blocchi stradali É per la nostra educazione umana Ma quando in Europa si fa sentire il vuoto |
sabato 19 settembre 2009
hai fatto il blog, io dico" e allora?"
i blog in se stesso non servivano a nulla: l'idea era di usare i blogspot, i gtalk, le email per fare NETWORK, per lvorare insieme sperimentare la comunicazione telematica, va bene?se non hai capito questo in sei mesi, di cosa parliamo?
abbiamo parlato ad ogni piè sospinto di questo, in tutte le sedi in tutti i modi.
hai fatto il blog, io dico" e allora?"
giovedì 17 settembre 2009
Leggete il testo di PRIVACY risponderà a molti...
TRADUZIONELe foto non sono abbastanza, perché vi spingete così oltre?Per avere quella storia che vi serve tanto per sotterrarmiConfondete le persone, raccontate solo le storie che volete voiCercate di cambiare l’uomo che sonoContinuate ad inseguirmi, invadendo la mia privacyVolete lasciarmi in pace?!Perché le vostre macchine fotografiche non possono controllare le menti delle personeChe vendereste persino l’anima per vendere un articoloRitornello:ho bisogno di privacy, ho bisogno della mia privacypaparazzi, lasciatemi starealcuni di voi si chiedono ancora, una delle mie amiche è dovuta morireperché il messaggio fosse chiaro, ma voi non l’avete ancora capitola mia amica era inseguita e confusa, come tanti altri che ho conosciutoma quella fredda sera d’inverno, il mio orgoglio è stato squarciatoora lei non ha più chance, ha avuto il danno e la beffaper favore ditemi perchéora c’è una lezione da imparare, il rispetto non si regala, ma si guadagnasmettetela di attaccare la mia integrità malignamenteRitornelloOra c’è una lezione da imparare, le storie vengono cambiate e distortesmettetela di attaccare la mia integrità malignamenteRitornello 3 volte
martedì 15 settembre 2009
DOPO MISS ITALIA70 ...SANREMO 60

domenica 13 settembre 2009
mercoledì 9 settembre 2009
venerdì 4 settembre 2009
Appello di settembre e lauree magistrali (vedi post di sotto ;) )
a presto
Orazio Converso"
Dunque, anche per chi deve iscriversi alla magistrale, tutto a posto anche così, colleghi e amici! :)




