da Annalisa alla televisione e oltre: la Filippa, Berlusca, DomCom..
- Ma allora, chi è stato per te Pasolini? - Il poeta delle Ceneri di Gramsci, il regista della Ricotta, l’intellettuale che, in linea con il Novecento, ha tentato di trovare una cifra stilistica che coniugasse la Passione civile con le Ideologie che le si volevano incontrare. Ma fu anche il compagno di scuola di Leonetti e di Roversi, il calciatore compagno di giochi di Franco Farolfi. E perché no, l’omosessuale che la sera cercava sui marciapiedi della sta- zione Termini adolescenti e giovanotti che si intrattenessero sessualmente con lui, come facevano i normali “ricchioni” (non gay) del suo tempo, dei quali, dopo il delitto del Cir- ceo e lo stupro di Cinecittà andava scopren- do tratti che nulla avevano a che fare con i sottoproletari di vent’anni prima - Ed allora? -Allora invitiamo a leggerlo Pasolini, anziché santificarlo. E principalmente facciamolo leggere in compagnia degli intellettuali del suo tempo
Mi chiedo (intanto, mentre sudiamo sugli esami) dove siano gli adulti; vado in libreria a sentire e le mie ire su Pasolini le trovo lì e poi ancora al mattino dopo su OraEsatta - vengono angolate come vedete ad una mislettura (direbbe Celani?) del nostro mito.
reportIl 25 sera alla libreria Ubik di Cosenza si parlava di Pasolini Origliando [link] prima che la serata incominci, quando le persone parlano di cose vere e si confidano certezze e preconcetti: -Pasolini non si tocca, è un mito, guai a chi lo infanga. Non passa giorno che non mi chie- da “e che cosa ne avrebbe detto Pasolini?” - E’ sempre la solita storia: E’ possibile che da quando è morto non si riesce a fare i conti con la sua opera? Non ti rendi conto che molti parlano per sentito dire? Ultimamente ho chiesto un po’ in giro che cosa avessero letto e visto questi agiografi e ho scoperto che par- lavano per sentito dire -E dici niente… una persona che ha osato esaltare i poveri, i diseredati, chi non ha mai avuto voce e parola - Un momento, non facciamo confusione: Pasolini non è stato l’unico a occuparsi degli emarginati. Il suo interesse ha padri nobili, Tersite, Belaqua, Svarto, Useppe e mi fermo qui. Ovviamente ciò non gli toglie merito, ma non lo rende esclusivo ed eccezionale - Emblematico però sì, devi convenirne. Ac- cattone, Stracci, i sottoproletari delle Terme di Caracalla, l’antagonista dei famosi versi officiniani contro PioXII, costituiscono figu- re scolpite con un’icastica semplicità, testi- monianza e figura di un grande versificatore - ma chi lo ha mai messo in dubbio. Il proble- ma è casomai ascrivere questa capacità, e ov- viamente sensibilità, ad una singolarità che, a mio parere, è servita più a isolarlo che a comprenderlo. Se vogliamo rimanere alla ca- sistica fraseologica che tenta, maldestramen- te, di chiamarlo a pronunciarsi su tutto, do- vremmo sconsolatamente concludere che se rinascesse, sarebbe il primo a ribellarsi. Far- ne un santo equivale a farlo rivoltare nella tomba - Ma allora secondo voi -Prego, non parlare al plurale con me - D’accordo. Quindi secondo te, quale sareb- be il messaggio che ha lasciato Pasolini? - Sai bene che non mi va di parlare in termi- ni di messaggi, proclami, dettami, prescri- zioni. Ma comunque, penso che andrebbe sottolineato, principalmente per le giovani generazioni, che il conflitto tra epoca d’oro, da paradiso perduto insomma, e dannazione umana per fronteggiare le difficoltà della co- siddetta perdita d’innocenza è vecchio quan- to il mondo. L’uomo, per una corrente di pensiero, sarebbe stato felice ed immacola- to, graziato da un ozio imperituro fino a quando per una dannazione peccaminosa non avrebbe dovuto fronteggiare le difficol- tà servendosi della strumentazione umana per eccellenza, la ragione, con la quale addo- mesticare gli animali, disciplinare le acque, fertilizzare la terra. Pasolini si inserisce in ta- le tradizione e sentenzia “il mondo agropa- storale è stato inquinato, schiacciato e di- strutto da una borghesia vorace e impietosa, che attraverso scuola media unificata, televi- sione e sessantottini ha cancellato l’innocen- za dell’aureo evo borgataro romanesco e con- tadino friulano per arrivare alla lettera a Gennariello o alle missive al Palazzo senza scandagliare il tra- vaglio edipico e il reportage dell’Orestiade africana, assetati di verità che li acquietasse- ro. Forse inconsapevoli che la realtà nuova - Detta così, mi sembra una storiella semplicistica - Non sono io a dirlo, ma i suoi falsi estima- tori, quelli che hanno bypassato il Sogno di una cosa e L’usignolo della chiesa cattolica consegna la plebe che tanto intrigava Pasoli- ni ad un’ideologia del benessere che sicura- mente lo avrebbe disgustato -Guarda, sarà pur vero ciò che dici, ma io non sopporto questi intellettuali che spaccano il capello in quattro e non riconoscono una pa- tente di martire a chi ha pagato di persona per le sue idee - E torniamo al solito equivoco Letteratura Vita, dal quale Pasolini non uscì permetten- do a Sanguineti di elaborare un necrologio che ne plaudiva la morte come uno degli ul- timi fuochi di un romanticismo stentoreo - mi sembra un po’ troppo - chi va per quella strada, deve aspettarsele trovate del genere. La querelle durava da Of- ficina, Gruppo 63, Novissimi e forse era be- ne che si formalizzasse anche con un pizzico di crudele cinismo. Il guaio è venuto dopo. Bisognava leggere, analizzare, discutere, ed invece è iniziata la santificazione, per cui chi aveva battagliato, provocato, con imperti- nenza e coraggio, è divenuto l’icona dell’an- ticonsumismo, del moralista, del poeta indi- scusso. E Pasolini? Scomparso nel fumo de- gli apologeti, nella migliore delle ipotesi stru- mentali, quando non ignoranti - Ma allora, chi è stato per te Pasolini? - Il poeta delle Ceneri di Gramsci, il regista della Ricotta, l’intellettuale che, in linea con il Novecento, ha tentato di trovare una cifra stilistica che coniugasse la Passione civile con le Ideologie che le si volevano incontrare. Ma fu anche il compagno di scuola di Leonetti e di Roversi, il calciatore compagno di giochi di Franco Farolfi. E perché no, l’omosessuale che la sera cercava sui marciapiedi della sta- zione Termini adolescenti e giovanotti che si intrattenessero sessualmente con lui, come facevano i normali “ricchioni” (non gay) del suo tempo, dei quali, dopo il delitto del Cir- ceo e lo stupro di Cinecittà andava scopren- do tratti che nulla avevano a che fare con i sottoproletari di vent’anni prima - Ed allora? -Allora invitiamo a leggerlo Pasolini, anziché santificarlo. E principalmente facciamolo leggere in compagnia degli intellettuali del suo tempo La serata sta per incominciare. Il cammino incomincia, il viaggio è già finito: avrebbe, ahimè, proclamato Pasolini.
Nel BarCampus Arcavacata Annalisa il video su Pasolini
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