domenica 5 luglio 2009

LINGUA DEI SEGNI

SERIO
DIVERTENTE

SORRIDIAMO con la musica...

Sempre in riferimento a VISMUSICAE.....sorridiamo con la musica...






Neurolinguistica+Musicoterapia

In virtù dell' e-mail di partecipazione che la redazione ha inviato per quanto riguarda VISMUSICAE vi posto qui ciò che ho aggiunto su
http://groups.google.it/group/redazioneambientidigitali/topics


La Programmazione Neuro Linguistica (o PNL) è una metodologia di sviluppo personale sviluppata nei primi anni ’70 da Richard Bandler e dal linguista John Grinder e grazie al contributo scientifico diretto o indiretto di tanti altri studiosi (tra cui Gregory Bateson[senza fonte]).

Secondo gli sviluppatori di questa metodologia si tratta di un modello applicativo capace di facilitare il cambiamento, tramite un insieme di tecniche e strumenti (frutto anche dell'integrazione tra psicologia, linguistica, cibernetica e teoria dei sistemi) relativi alla comunicazione, alla percezione e all’esperienza soggettiva.L’idea centrale della PNL è che i pensieri, i gesti e le parole dell’individuo interagiscono tra loro nel creare la percezione del mondo. Modificando la propria visione (detta mappa del mondo, ovvero il sistema di credenze relativo a ciò che è la realtà esterna e a ciò che è la realtà interna), la persona può potenziare le proprie percezioni, migliorare le proprie azioni e le proprie performance. La percezione del mondo e la risposta ad esso possono essere modificate applicando opportune tecniche di cambiamento. La PNL insegna a sviluppare abitudini/reazioni di successo, amplificando i comportamenti facilitanti/efficaci e diminuendo quelli limitanti/indesiderati. Il cambiamento può avvenire riproducendo con attenzione i comportamenti e le credenze delle persone di successo (modellamento). La PNL sostiene che le persone possiedono in sé tutte le risorse per avere successo.La PNL è una metodologia di lettura dell’esperienza, particolarmente attenta allo "studio della struttura dell'esperienza soggettiva" (Robert Dilts). Chi la pratica ha l’obiettivo di comprendere "come" le persone riescono a fare quel che fanno, con particolare attenzione alle modalità con cui le persone fanno ciò che ci interessa. Quindi, tre termini sono importanti: analizzare, imparare e, un termine magico in PNL, modellare, cioè copiare e in maniera migliore. La ricerca della PNL si focalizza quindi sulle risorse messe in campo dal “modello comportamentale” allo studio per raggiungere un determinato obbiettivo ed al successivo “modellamento” su noi stessi di esse, per raggiungere il medesimo.

Oltre alle risorse esterne che si ottengono con il modellamento di altre persone che hanno già raggiunto l'obiettivo che ci sta a cuore, esistono anche risorse interne che già possediamo, ed abbiamo utilizzato in passato, che hanno prodotto strategie vincenti di fronte a determinate situazioni. Quando c'è un problema, la risorsa che ha dato buoni risultati in passato, tramite la PNL è recuperata e trasferita allo stato presente. Ma questo è solo uno dei modi in cui è possibile ritrovare le risorse nel soggetto. Spesso ricordiamo "come" un amico, un parente o un conoscente, fa una certa cosa: ebbene, la PNL ci insegna "come" imparare a fare quella cosa "come" quell'amico, parente o conoscente.

Quindi le modalità percettive di apprendimento sono tre:

* la prima posizione percettiva in cui ricordiamo un'esperienza in cui la risorsa era disponibile;
* la seconda posizione percettiva in cui un amico, un parente o un conoscente, aveva o ha quella risorsa;
* la terza posizione percettiva in cui nel futuro noi avremo quella risorsa.

L'importanza centrale del modellamento non significa disconoscere i presupposti concettuali e di inquadramento provenienti dagli assunti teorico descrittivi della psicoanalisi, della quale tuttavia si considerano generalmente poco redditizie le tecniche terapeutiche. Ma la descrizione della mappa dei meccanismi di funzionamento del sistema nervoso centrale, che sono dietro l'applicazione delle tecniche di modellamento, partono da acquisizioni elaborate dalla psicoanalisi e dalla sua scuola.


La disciplina divide la popolazione in tre gruppi: visivi, auditivi e cinestesici. Ognuno fa uso inconscio di comportamenti e termini (verbi e pronomi) in funzione del gruppo di appartenenza. Se una persona capisce di quale gruppo fa parte un'altra persona, potrà strutturare il rapporto e le frasi di un dialogo, in maniera tale da aver più successo in comunicazione e alzare la percentuale di riuscita. Presupposti di base

1. Ogni comportamento è comunicazione, ovvero non si può non comunicare
2. La mappa non è il territorio
3. Il buon comunicatore è responsabile al 100% dei risultati che ottiene o che non ottiene
4. Le rappresentazioni fornite dai sensi sono la base dell'esperienza soggettiva
5. È possibile individuare le ragioni del successo o dell'insuccesso di una strategia comportamentale
6. Se c'è una persona capace di fare una cosa, se ne può studiare la strategia ed insegnarla ad altre persone
7. L'approccio paradigmatico comporta la riduzione degli sforzi fisici per attribuire all'essenza di liberare la propria espressività: l'obiettivo consegue
8. Il significato della comunicazione è il risultato che si ottiene. Essa non è giusta o sbagliata, ma efficace o inefficace in relazione all'obiettivo scelto
9. L'eccellenza è limitata dalla nostra percezione di ciò che è possibile e di ciò che non lo è
10. L'esperienza soggettiva ha una struttura analizzabile
11. Il comportamento fornisce informazioni su ciò che accade all'interno della persona
12. Ciò che accade in una parte del sistema (cibernetico/umano), influenzerà le altre parti del sistema
13. La flessibilità, intesa come capacità di adattare il comportamento per ottenere il risultato voluto, è una delle doti più preziose degli individui e delle organizzazioni
14. L'esperienza interna (immagini/ricordi) produce sul cervello gli stessi effetti di un'esperienza realmente vissuta.

La Centralità Della Persona

Gli esseri umani possiedono le risorse di cui hanno bisogno. Talvolta non le hanno sviluppate o non le hanno ancora esplorate, ma sta a loro dire cosa funziona e cosa invece non funziona per raggiungere i loro obiettivi. Se si osserva il linguaggio del corpo e se si ascoltano con attenzione le parole, si può comprendere qual è il problema, qual è il sintomo, in quali modi si manifesta e come può essere affrontato. Un programmatore (operatore di PNL) competente usa le sue capacità per aiutare la persona ad esplorare la sua mappa del mondo (percezioni e convinzioni). Le domande specifiche hanno l’obiettivo di aumentare le possibilità di pensiero e di azione della persona lavorando sulla visione del mondo che c’è, senza suggerire o sovrapporre quella del programmatore. La programmazione neuro linguistica, infatti, insegna a comunicare con l’altro in modo efficace, accogliendo e rispettando la sua visione del mondo.



Importante è il fatto che la neurolinguistica proprio per le sue caratteristiche viene utilizzata insieme alla MUSICOTERAPIA da molti educatori professionali all'interno di strutture di recupero.
Ecco il mio legame con VIS MUSICAE...Cercare di comprendere e di affrontare le sensazioni, i pensieri e le emozioni che la musica può donare soprattutto a coloro chesentimentalmente sono più fragili di noi.....

Mi stavo dimenticando del blog...

Niente in questi giorni sto pensando a farmi venire qualcosa in mente a proposito di vis musicae e mi stavo quasi per dimenticare del mio blog...purtroppo sono fatta così, mi lascio prendere dall'entusiasmo per le cose nuove, rischiando di tralasciare le altre, anche se non sono meno importanti...poi però riflettendoci mi è venuto in mente che l'argomento che ho preso in considerazione per vis musicae (LIS e musica) può collegarsi benissimo con l'argomento del mio lavoro (infatti ho inserito pure là lo stesso post). Per chi non ne fosse a conoscenza, ho intitolato il mio blog "Il mondo che vorrei..." che a prima vista può sembrare un'idea utopistica, ma che, come ho già detto precedentemente, è soprattutto un modo metaforico per parlare di attualità. In sintesi, che si tratti di utopia o meno, "il mondo che vorrei..." sarebbe ancora meglio se non ci fossero barriere di nessun tipo per le persone limitate da qualche handicap fisico, e mi pare che grazie alla lingua dei segni e della sua applicazione, in questo caso nella musica, si sia fatto un bel passo avanti in questo senso, in particolare nell'ambito artistico e comunicativo. Che ne pensate? Fatemi sapere la vostra opinione commentando i miei post su http://assuntanero.blogspot.com/ o se vi facesse piacere collaborare con me, contattatemi all'indirizzo assunta.nero@gmail.com

AVVISO PER ENRICA MARRELLI (ti scrivo da parte di Antonio Sergi)

Non sapevo come contattarti perciò te lo scrivo qua così sono sicura che leggi.
Mi ha mandato un messaggio Antonio e mi ha detto di avvisarti sulla presentazione del suo nuovo libro:
SI TERRA' GIORNO 8 LUGLIO ORE 18.30 ALLA CASA EDITRICE DOVE HA PRESENTATO IL SUO LIBRO PRECEDENTE (quello accanto al duomo).
Testuali parole sue:non mancare!
Bacio.

BRAVO ! E TU ?

PICCOLO SPOT...GRANDE MESSAGGIO...


video

Presentazione del mio Blog_Filippo Lopreiato

Comunicazione Multicanale

Curioso! Non capisco perchè non ci sia anche l'audio. E magari la sottotitolazione "youtube". Tre canali, ecco. Solo la pratica multicanale rompe l'isolamento individuale, di gruppo.

Ancora vis musicae

Musica e lingua dei segni

Per accedere all'esame di ambienti digitali al terzo appello esonerati della prova pratica E' NECESSARIO "sviluppare" l'argomento di tutti i post che varranno pubblicati relativi all'argomento lingua dei segni e progetto vis musicae!!
Buon lavoro!

people