sabato 8 agosto 2009

Su un filo di rasoio


Don Lorenzo [mentre le perseidi... 12 agosto 2009] - La scuola è diversa dall'aula del tribunale. Per voi magistrati vale solo ciò che è legge stabilita. La scuola invece siede fra il passato e il futuro e deve averli presenti entrambi. È l'arte delicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio: da un lato formare in loro il senso della legalità (e in questo somiglia alla vostra funzione), dall'altro la volontà di leggi migliori cioè il senso politico (e in questo si differenzia dalla vostra funzione).
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Ho poi studiato a teologia morale un vecchio principio di diritto romano che anche voi accettate. Il principio della responsabilità in solido. Il popolo lo conosce sotto forma di proverbio: “Tant'è ladro chi ruba che chi para il sacco”. Quando si tratta di due persone che compiono un delitto insieme, per esempio il mandante e il sicario, voi gli date un ergastolo per uno e tutti capiscono che la responsabilità non si divide per due. Un delitto come quello di Hiroshima ha richiesto qualche migliaio di corresponsabili diretti: politici, scienziati, tecnici, operai, aviatori. Ognuno di essi ha tacitato la propria coscienza fingendo a se stesso che quella cifra andasse a denominatore. Un rimorso ridotto a millesimi non toglie il sonno all'uomo d'oggi. E così siamo giunti a quest'assurdo che l'uomo delle caverne se dava una randellata sapeva di far male e si pentiva. L'aviere dell'era atomica riempie il serbatoio dell'apparecchio che poco dopo disintegrerà 200.000 giapponesi e non si pente. A dar retta ai teorici dell'obbedienza e a certi tribunali tedeschi, dell'assassinio di sei milioni di ebrei risponderà solo Hitler. Ma Hitler era irresponsabile perché pazzo. Dunque quel delitto non è mai avvenuto perché non ha autore. C'è un modo solo per uscire da questo macabro gioco di parole. Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l'obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l'unico responsabile di tutto.

A questo patto l'umanità potrà dire di aver avuto in questo secolo un progresso morale parallelo e proporzionale al suo progresso tecnico. […]



I nostri criteri, irrinunciabili (che quindi pesano sul committente) per una ricerca didattica che sia tale, comportano nel networking:
  • innanzitutto, il target giovane, anzi giovanile, dei redattori-utenti che cioè prevede una pratica volontaria degli studenti, libera, utilitaristica, gratuita, di diletto, che dal punto di vista della produzione e del lavoro implica fatalmente un'atteggiamento volontaristico degli stagisti rispetto alle richieste di sistema del committente classico (callcenter, tutoraggio,test di verifica, notizie eterodirette) ;
  • poi, il reclutamento degli studenti per gli stages "interni" della triennale e della magistrale - cioè che si svolgono all'interno dello stesso corso di laurea - risente di questà gratuità (intesa come libertà di pensare insieme sia al processo che al prodotto finale) e delle ragioni di opportunità (sono comodi, sono il rifugio a portata di mano dello studente per non fare gli stages in azienda o in una istituzione) che limitano la selezione necessaria d'ingresso che non ha da essere di specialità - sia chiaro - ma di motivazione;

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